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20gen/18Off

La mossa anti-aborto di Trump “Proteggiamo la santita’ della vita”

Articolo di Paolo Mastrolilli (Stampa 20.1.18) “Proteggiamo la santità della vita”Per la prima volta un presidente Usa parla alla marcia dei “pro life” Lo scopo è quello di consolidare la base conservatrice in vista del voto”

“”Gli Stati Uniti sono uno dei paesi con le regole più permissive sull’aborto, e «questo deve cambiare». È la promessa che ha fatto ieri Donald Trump, diventando il primo presidente a parlare in diretta dalla Casa Bianca durante la «March for Life», la Marcia per la vita. La manifestazione si tiene ogni anno a Washington in occasione dell’anniversario della sentenza della Corte Suprema Roe vs. Wade, che nel 1973 legalizzò le interruzioni di gravidanza. La materia negli Usa non è mai stata regolata dal Congresso con una legge, e continua a dividere il paese, dove secondo l’ultimo sondaggio della Gallup il 49% dei cittadini è favorevole all’aborto e il 46% è contrario. Trump ha elencato le iniziative «pro life» prese dalla sua amministrazione, dalla nomina dei giudici alla cancellazione dei finanziamenti per le organizzazioni che promuovono le interruzioni di gravidanza. Quindi ha detto che la sua amministrazione «difenderà sempre la santità della vita». In concreto, si è impegnato a spingere affinché il Congresso approvi una legge per vietare i «late-term abortions», cioè quelli che avvengono dopo la ventesima settimana di gravidanza. L’obiettivo di lungo termine, invece, è cancellare la sentenza Roe vs. Wade, attraverso la trasformazione della Corte Suprema. Il capo della Casa Bianca ha nominato Neil Gorsuch al posto di Antonin Scalia, ma così ha solo conservato la maggioranza già esistente a favore dei conservatori. La sua speranza è che nei prossimi anni si ritiri qualche magistrato liberal, come Ruth Bader Ginsburg o Stephen Breyer, in modo da poter alterare definitivamente gli equilibri in favore di chi vuole vietare l’aborto.
Trump si è rivolto ai manifestanti proprio mentre conduceva gli ultimi negoziati per evitare lo «shutdown» dello stato, e tutto questo si tiene nella logica della sua base. Entrambe le questioni, infatti, servono a mantenerla fermamente dalla sua parte. Fino a pochi anni fa Donald dichiarava di essere «pro choice», ma nel corso della campagna presidenziale ha spiegato che la sua coscienza si è evoluta, e ora è contrario all’aborto, tranne i casi di incesto e stupro. Questo cambio di posizione era essenziale per ottenere i voti della destra evangelica e dei cattolici conservatori, che infatti lo hanno sostenuto. Ora per Trump è fondamentale mantenere la promessa di opporsi all’interruzione di gravidanza, in modo da non perdere questi voti. Stesso discorso per lo «shutdown», che invece ruota intorno all’immigrazione, perché per evitarlo i democratici chiedono di salvare dalla deportazione i «dreamers», cioè gli 800.000 illegali portati negli Usa dai genitori quando erano bambini. Anche qui il presidente non vuole cedere, per non tradire le aspettative della sua base. La determinazione nel difendere le politiche pro life, e affermare la linea intransigente sull’immigrazione, è infatti una delle chiavi per puntare alla rielezione nel 2020.””

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