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16mag/13Off

“La marcia per la vita”

Furio Colombo risponde al lettore (Fatto Quotidiano 16/5/13)

""Caro Furio Colombo, si è creato un vuoto, nella nostra vita pubblica, con un governo inventato da Berlusconi, che ha bisogno di compagnia in tempi giudiziari difficili. E subito c’è chi approfitta del vuoto. Ecco allora irrompere nella già devastata vita italiana la “Marcia per la vita” (copiata da una iniziativa della estrema destra americana) che colpisce una legge necessaria e civile. Non è un po’ indecente questa finta religiosità che ha il solo fine di aggiungere caos al caos? Vanna

Di certo la “Marcia per la vita” ha inferto il colpo di un’altra spaccatura, in un Paese già spaccato a cura di Berlusconi e dei suoi nelle leggi e nei costumi. Questa spaccatura attraversa tutta l’opinione italiana, compresi i credenti che vorrebbero rispettare la legge. E raggiunge, con opportuna mossa strategica della destra più accorta, il cuore dell’unico partito che dovrebbe fare da sostegno (e lo fa poco, male e di rado) alle leggi di civiltà. Quella dell’aborto, la 194 (di cui l’Italia dovrebbe essere grata al Partito Radicale) ha ridotto il drammatico evento della interruzione di gravidanza, in Italia, del 50 per cento, un risultato che nessun proibizionismo potrebbe ottenere o ha mai ottenuto. Inoltre l’uso di una pesante dimostrazione da fuori e contro le istituzioni, nel momento in cui dentro le istituzioni non si sono mai contati tanti autoproclamati campioni della fede (al punto che non è possibile votare una legge decente sul testamento biologico o sul matrimonio gay) si mostra subito per quello che è: una potente mossa della destra tradizionalista (che dunque si ambienta bene soprattutto nel post-fascismo) per mettere con le spalle al muro non solo coloro che, in Parlamento o al governo, vorrebbero difendere la 194, ma anche chi si facesse venire delle idee e pensasse di vivere in un Paese democratico in cui contano per tutti le leggi votate dal Parlamento e non i dogmi o dottrine imposte da una chiesa. Fateci caso, sono gli stessi giorni in cui il più grande musicista turco, il celebre pianista Fazil Say, è stato condannato a 10 mesi di prigione “per alcuni commenti giudicati offensivi sulla religione islamica, fatti via twitter”. Un consiglio a colleghi giornalisti, commentatori e leghisti. Attenti a giudicare con sarcasmo eventi come questi nei Paesi islamici. Potreste incorrere, senza volerlo, in una critica alla marcia anti aborto. Molto rischiosa per qualunque carriera""

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