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27dic/18Off

Accadde oggi: nasce il “Corriere dei Piccoli”

27 dicembre

1908 – Esce in edicola, come supplemento del Corriere della Sera, il primo numero del Corriere dei Piccoli, anche noto come Corrierino o CdP, la prima rivista settimanale di fumetti dell’editoria italiana; , al prezzo di 10 centesimi, pubblicata dal 1908 al 1995. Divenne subito una lettura di riferimento per diverse generazioni di bambini e ragazzi italiani. Quando nacque, le storie per bambini erano d’impronta nazionale, si richiamavano cioè alla pedagogia del Risorgimento.
Qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura…” così iniziavano le storie di uno dei personaggi più celebri, creato da Sergio Tofano, e terminavano invariabilmente mentre riceveva in premio un assegno da un milione. (In fondo un breve filmato ricorda il Corriere dei Piccoli in occasione di una mostra del 2008 per i suoi 100 anni)
bonaventuraNell’editoriale di quel primo numero, intitolato “Come fu e come non fu…“, il direttore tracciò le linee guida del piano editoriale del giornale ed esortò il giovane lettore a leggere la rivista sotto la luce più chiara, imitando il genitore che legge con aria di importanza il Corriere della Sera. Il pubblico cui il giornale si rivolgeva era dichiaratamente quello dei figli della nascente borghesia, fedele lettrice del Corriere, ma non soltanto, tanto che di quel primo numero furono tirate ben 80.000 copie. Il Corrierino, come venne soprannominato, riuscì addirittura in alcuni numeri degli anni ’60 a superare le 700.000 copie di tiratura, complice, secondo il direttore di allora, Zucconi, una forte epidemia di influenza.
Il fondatore e primo direttore responsabile fu il giornalista e scrittore Silvio Spaventa Filippi, che ne rimase il direttore fino alla sua morte nel 1931, ma l’idea della pubblicazione fu dell’educatrice Paola Lombroso Carrara, figlia del celebre Cesare Lombroso.
bibìNel Corriere dei Piccoli, fin da subito vennero eliminate le “nuvole parlanti” (ossia i balloons) per adottare le didascalie rimate da inserire sotto le vignette: una formula che sopravviverà fino alle soglie degli anni ’60 e che, nel corso della sua esistenza, stravolgerà in particolare i fumetti d’importazione americana (che invece erano nati con le nuvolette). Lo spazio lasciato libero dai balloons avrebbe sempre dato un senso di “vuoto” alle vignette stesse.
arcibaldo 2Nell’introdurre i cartoonist statunitensi, i nomi dei personaggi originari vennero sistematicamente italianizzati e adattati a quello che si riteneva essere il mondo (un po’ lezioso) dei bambini cui ci si rivolgeva. Così Buster Brown, la sorellina e il cane diventano Mimmo, Mammola e Medoro; Happy Hooligan diventa Fortunello; i Katzenjammer Kids diventano Bibì e Bibò; Jiggs e Maggie diverranno Arcibaldo e Petronilla.
Fin dal primo numero il Corrierino, invita pittori e illustratori italiani a cimentarsi nel nuovo racconto disegnato. E in quel primo numero appare il primo personaggio italiano “a fumetti”, il negretto Bilbolbul di Attilio Mussino. Seguiranno celebri personaggi come il Signor Bonaventura di Tofano, Sor Pampurio di Bisi, Quadratino e Pierino di Rubino, Pier Cloruro de Lambicchi di Manca.
sor-pampurioIl giornale continuò con gli stessi contenuti e la stessa grafica almeno fino alla direzione di Giovanni Mosca, che diminuì le storie a fumetti a favore dei racconti e delle letture. Con la direzione di Guglielmo Zucconi, dal 1961, si puntò di più a pubblicare fumetti adatti ad un pubblico di ragazzi, tanto da introdurre un inserto, il Corriere dei Piccolissimi dedicato ai fratellini minori. Notevoli furono anche i racconti a puntate e in epoca successiva le storie di Gianni Rodari. Uno dei punti di forza del settimanale fu poi il Corrierino Scuola, inserto che per molti anni, durante il periodo scolastico, pubblicò schede (da utilizzare per le ricerche), atlanti geografici e storici, scenari naturalistici da completare e altri utili sussidi.
rubino_pierino-gIl Corrierino uscì ininterrottamente per quasi 90 anni, tranne un periodo di circa un anno, alla fine della Seconda guerra mondiale, quando quasi tutte le testate giornalistiche furono costrette a cambiare nome e il Corriere dei Piccoli divenne Giornale dei Piccoli, con direttore responsabile Arnaldo Sartori. Altri direttori famosi del Corrierino furono: Giovanni Mosca (1952-1961), Guglielmo Zucconi (1961-1963) e Carlo Triberti (1964-1972).
manca_pierclorucoIl periodo della direzione Triberti può essere considerato il più fecondo per quanto riguarda i contenuti, specie per la pubblicazione di ottimi fumetti e la valorizzazione di prestigiosi autori e disegnatori, non soltanto stranieri, ma anche e soprattutto italiani; ad esempio Hugo Pratt con Una ballata del Mare Salato e Benito Jacovitti con i suoi personaggi Cocco Bill, Zorry Kid e Jak Mandolino. Non vanno dimenticati disegnatori del calibro di Toppi, Battaglia, Uggeri, Di Gennaro.

 

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