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25giu/20Off

Accadde oggi: la battaglia di Monte Ortigara

25 giugno

1917 - Sull'altopiano di Asiago si conclude, con la disfatta dell'esercito italiano, una delle battaglie più sanguinose della I Guerra Mondiale: la battaglia del Monte Ortigara.
Nei 15 giorni di battaglia muoiono circa 23.000 soldati italiani e ben 5.969 nella giornata conclusiva. Per questo motivo il Monte Ortigara è stato chiamato "il Calvario degli Alpini".
(In fondo potrai vedere un filmato con immagini della I Guerra Mondiale accompagnato dalla canzone degli alpini "Ta Pum")
La battaglia si era resa necessaria perché gli austriaci si erano ritirati su posizioni difensive più favorevoli sull'altopiano, dalle quali potevano minacciare alle spalle le armate del Cadore,Ortigara02della Carnia e dell'Isonzo. Il piano italiano però presentava alcuni gravi svantaggi, come la mancanza di sorpresa (perché l'attacco era atteso dagli austro-ungarici), l'eccessivo concentramento di truppe italiane in pochi chilometri di fronte, la posizione dominante delle difese austro-ungariche e la loro disposizione ad arco che permetteva alla loro artiglieria di battere facilmente tutto il campo di battaglia.
Nonostante questo l'esercito italiano attaccò il 15 di giugno per andare alla conquista del monte Ortigara. La battaglia proseguì con risultati alterni e soprattutto con migliaia di morti su entrambi i fronti per 15 giorni.
Il 25 giugno la battaglia si concluse con la controffensiva austriaca. Verso le 2.30, gli austriaci lanciarono l’”Operazione Anna”, intesa a far crollare ogni briciolo di velleità rimasta agli avversari e farli allontanare definitivamente dal settore. Con un tremendo e intensissimo tambureggiare di grossi calibri, proiettili a gas e persino l’impiego di brutali lanciafiamme, gli austriaci riuscirono nel loro intento: l’Ortigara era di nuovo loro.
Se fosse finita qui, gli innumerevoli sbagli strategici e tattici del Comando italiano, commessi anche in questa occasione, sarebbero stati “semplicemente” registrati nel libro nero delle inutili stragi, universalmente ordinate nel corso della Grande Guerra. Purtroppo non andò così e, gli alpini tutti si sentirono comandare, perentoriamente di... tornare all’attacco! Provati e sfiduciati battaglioni di alpini, fanti e bersaglieri si rigettarono nel carnaio del micidiale fuoco nemico per concludere l’ultimo atto del massacro.
Pochi giorni dopo, il generale Mambretti, considerato l’unico e vero responsabile del disastro, fu rimosso dal comando.

 

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