Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

17set/170

Tragedie

L’amaca di Michele Serra (Repubblica 17.9.17)

“”La tragedia della ragazza Noemi sta diventando un reality show proprio in senso tecnico, con i parenti della vittima e quelli del carnefice in onda per molte ore su molte reti, non più esseri umani nel dramma ma una compagnia di giro. Bisognerebbe retribuirli, possibile che nessuno si sia ancora inventato la professione di procuratore delle famiglie colpite da delitti o catastrofi naturali, esigendo che lo sfruttamento pubblico del loro lutto sia contrattualizzato? Se zio Michele, ai tempi, avesse avuto un Raiola al suo fianco, avrebbe guadagnato come un giocatore di serie A.
Al netto della morbosità e del precipizio qualitativo del giornalismo addetto (ne ha scritto ampiamente Francesco Merlo su questo giornale), spiace dover aggiungere che l’effetto più devastante, e anche il più inevitabile, è la quasi immediata dismissione del lutto, della compassione, del sentimento di condanna per un crimine così bestiale. Diventano tutti, nel giro di poche ore, degli zio Michele, personaggi di un serial noir e non più persone, pupazzetti di un gioco che non solamente è cinico, è pure noioso, inflazionata ripetizione di figuri che tartagliano scuse o sbraitano accuse, fino a che uno spegne la televisione perché quel delitto lo ha stufato e aspetta il prossimo.”"

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16set/170

Accadde oggi: Darwin sbarca alle Galapagos

16 settembre
1835 – Charles Darwin sbarca alle isole Galápagos dal brigantino Beagle. Nel lungo periodo trascorso tra mari e terre, egli ebbe modo di sviluppare straordinarie capacità analitiche e di osservazione, e di stendere gli appunti che costituiranno materia fondamentale per la stesura de ”L’origine delle specie”, opera cardine nella storia scientifica. (In fondo potrai vedere il trailer di un documentario della BBC sulle Galápagos)

15set/170

Tre scelte di sinistra per ritrovare un’identita’

Articolo di Massimo Giannini (Repubblica 15.9.17)

“”Approvare la legge sullo Ius soli è un atto di civiltà. Rinviarla è un atto di viltà. Una resa allo “spirito dei tempi”, che vede in ogni diversità una minaccia e che la politica cinica cavalca, invece di addomesticare. «Cosa dovrebbero fare gli onorevoli scettici? Procedere nonostante i dubbi ascrivibili all’incirca a metà della popolazione?», si chiedono tronfi i giornali della destra, brindando con un calice di veleno alla ritrovata “egemonia culturale”. Quella che mescola dolorosamente il riconoscimento del diritto di cittadinanza con il “cedimento all’invasione dei barbari”. Quella che invoca l’abolizione di tutti i permessi umanitari «per liberarci dagli stupratori». In uno Stato di diritto, il Parlamento non è il luogo della pura e semplice ratifica, né dei voleri del governo né degli umori del popolo. La domanda cruciale, oggi, è se a prescindere “dall’aria che tira” nella pubblica opinione, questa maggioranza spuria e ormai esausta ha i numeri per far passare la legge oppure no. Se è credibile o meno la promessa di Gentiloni che dice «ci riproveremo dopo la manovra economica». Se si possono ricreare le «condizioni che oggi mancano » perché quelle norme possano passare prima della fine della legislatura, con o senza la fiducia. Purtroppo il principio di realtà non lascia spazio alla speranza. Nonostante le esortazioni di Prodi, le osservazioni di Delrio o le pressioni di Bersani, la “narrazione” social-xenofoba di Salvini infiamma la piazza, e la “moderazione” tardo-dorotea di Alfano paralizza il palazzo. È il prezzo che si paga a un errore politico commesso da Renzi. Da segretario ha avuto il merito di trasformare lo Ius soli in un vessillo identitario per il Partito democratico, ma da premier non si è curato di siglare prima un accordo blindato con i centristi di Alternativa popolare (senza i quali non ci sono i voti al Senato). Oggi sembra troppo tardi, per rinsaldare un patto evidentemente mai sottoscritto. Renzi che “si rimette” alle scelte di Gentiloni è la conferma di un evidente interdetto che appare non superabile. Oggi e forse anche domani.

15set/170

Accadde oggi: attentato del Ku Klux Klan in Alabama

15 settembre

1963 – A Birmingham in Alabama, prima della messa domenicale, avviene la Strage della Chiesa Battista della Sedicesima Strada. Nella chiesa, frequentata da neri, esplode una bomba, messa da uomini del Ku Klux Klan locale, uccidendo quattro bambine dagli 11 ai 14 anni e ferendone 22.
Da tempo, nel Profondo Sud americano era in corso una guerra feroce tra i razzisti bianchi e gli integrazionisti. L’ Alabama era in fiamme. Il governatore George Wallace aveva mandato la Guardia Nazionale a bloccare l’ingresso nelle scuole ai ragazzi neri. Alle dimostrazioni di protesta, il capo della polizia James Connor, detto «il toro», aveva sguinzagliato i cani contro i leader dei diritti civili. (In fondo potrai vedere due filmati su questo evento accompagnati da due canzoni di Nina Simone e di Joan Baez)

15set/170

“Servirebbe un altro Marx, ma la politica oggi e’ degli stupidi”

Intervista al filosofo Aldo Masullo di Antonello Caporale (Fatto  15.9.17) ” «Aldo Masullo. Il professore: “Non è soltanto la classe dirigente del nostro Paese, è l’autorità che ha perso ogni distintivo di capacità di guardare oltre”»”

“” “Questo sarebbe il tempo giusto per un nuovo Marx, ma il pensiero non si coltiva in serra e la storia non coincide con la nostra biografia. Avremmo bisogno di uomini che stiano un gradino più in alto del resto della società e invece ci ritroviamo a essere governati con gente che è risucchiata nel gorgo della stupidità. Come si può pensare alla rivoluzione – qualunque tipo o modello di riforma strutturale dell’esistente – se il nostro sguardo sul mondo è destinato per tutto il giorno unicamente alle variazioni sul display del nostro telefonino?”.
Era il 1867 quando fu pubblicato il Libro I del Capitale di Karl Marx. Centocinquanta anni fa il filosofo di Treviri mandò alle stampe il volume che avrebbe promosso, sostenuto e accompagnato passioni e reazioni, condotto in piazza milioni di persone, trasformando il senso del giusto e dell’ingiusto. E Aldo Masullo, classe 1923, massimo studioso delle differenze tra idealismo e materialismo, ha attraversato il secolo scorso leggendo e rileggendo Marx per i suoi studenti.
“Un’opera immensa. Ha annunciato il nuovo mondo. Ha spiegato e anticipato i caratteri del mondo borghese, del principio del tutti almeno formalmente uguali, della statuizione che ciascuno, indifferentemente dalla condizione sociale, è pari all’altro. Si usciva dal feudalesimo, dalla vita legata dallo status: feudatario, vassallo, plebeo. Grazie a lui si apre il mondo moderno, si afferma il principio della uguaglianza astratta. Sia che tu sia dritto o gobbo, intelligente o stupido, avrai da pagare le stesse mie tasse”.
Marx sembra Dio.
“L’enormità del suo pensiero non è sempre valutabile positivamente. Perché tutto ciò che è enorme straripa di fronte alle necessità dell’uomo. La storia che noi viviamo è sempre più grande della nostra condizione”.
Era troppo avanti?
“Sì, potremmo dire con un linguaggio attuale che ha esondato un po’”.

15set/170

Calendari tagliati e stand vuoti Il flop delle Feste dell’Unita’ che mette a rischio le casse dem

Articolo di Pierpaolo Velonà (Corriere 15.9.1)

“”Il vecchio adagio dell’evento bagnato e per questo baciato dalla fortuna non vale per le Feste dell’Unità. A Imola, dove il Pd ha organizzato la sua kermesse nazionale — dal 9 al 24 settembre — le piogge dei giorni scorsi hanno trasformato la manifestazione in un flop. Dibattiti annullati e stand deserti. L’unica eccezione ieri, quando il ministro Minniti, come spesso gli accade, ha registrato il pienone. Un’anomalia. «Qualche sera fa c’erano 13 gradi, chi volete che venga con queste temperature?», ripete il segretario del Pd di Imola Marco Raccagna per farsi coraggio.Ma nel partito è risaputo che gli acquazzoni non bastano a spiegare la mutazione genetica delle Feste: da prima forma di autofinanziamento del Pd a causa di voragini nelle casse delle federazioni. Ne sono consapevoli proprio a Imola dove, per evitare rischi eccessivi, hanno organizzato un evento in tono minore evitando gli spazi sterminati dell’Autodromo e puntando sul Lungofiume dove la poderosa macchina emiliana ha partorito un topolino: appena 5 ristoranti e una piazzetta dedicata allo street food. A Bologna, per dire, i ristoranti sono 15. Ma il capoluogo emiliano è l’esempio più efficace della crisi. L’anno scorso, per la prima volta nella sua storia, la Festa bolognese si è chiusa con un passivo di circa 100.000 euro. Uno smacco per una federazione capace di organizzare fino al 2011 una kermesse da 4 milioni tondi di incasso. Un’era geologica fa. L’anno scorso, in cassa, sono finiti appena 2 milioni e 450.000 euro.

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14set/170

Solo il 4,6% degli abusi sessuali e’ commesso da estranei. In oltre sei casi su 10 il carnefice e’ il partner o un ex

Articolo di Linda Laura Sabbadini ((Stamoa 14.9.17)

“”Molti casi di stupro sono al centro della cronaca di questi giorni e non è un caso visto che questo tipo di violenze succedono di più in estate, secondo l’Istat. Nel nostro Paese, 1 milione e 150 mila donne, il 5,4% del totale, hanno subito uno stupro o un tentativo di stupro nel corso della vita. Numeri agghiaccianti se si considera anche che in tutta Europa le donne che hanno vissuto tali esperienze sono più di 9 milioni. Ne sono vittime le operaie (5,5%), così come le libere professioniste, le imprenditrici o le dirigenti (7,5%); le donne più colte così come quelle con titolo di studio più basso. Non emergono differenze marcate tra le generazioni. Lo subiscono sia le italiane che le straniere, anche se queste ultime di più. Una forma di violenza gravissima, vissuta spesso in solitudine, visto che quasi la metà delle vittime non ne ha parlato con nessuno. Un enorme sommerso, quindi, che l’Istat è riuscito a misurare. Le straniere denunciano di più delle italiane, merito soprattutto delle donne moldave, romene e ucraine che con più frequenza decidono di uscire allo scoperto dopo aver subito violenze da parte di partner della loro stessa nazionalità.

14set/170

Violenza. La liberta’ delle donne cuore dello scontro

Articolo di Bia Sarasini (manifesto 14.9.17)

“”È senza fine, lo strazio della violenza contro le donne. Ieri Lucio Marzo, 17 anni, ha confessato di avere ucciso Noemi Durini, 16 anni, scomparsa dal 3 settembre. E ha portato i carabinieri nel luogo dove ne aveva nascosto il corpo, sotto alcuni massi. Sempre ieri, è stato denunciato un tentativo di stupro sulle scale del Campidoglio, a Roma. L’aggressore sarebbe un israeliano. La notte precedente ancora a Roma lo stupro di una ragazza finlandese, da un ragazzo del Bangladesh. Di qualche giorno fa la denuncia delle ragazze americane a Firenze, appena prima la giovane donna polacca stuprata a Rimini. Lo strazio è infinito, mille connessioni che si allargano come onde, dal punto in cui è stata esercitata la violenza. Avranno conseguenze nelle vite di tutte le persone coinvolte. Penso ai genitori di Noemi, alla madre, che non è riuscita a convincerla che quel ragazzo era violento. Non è servita neanche la denuncia che aveva presentato per ottenere l’allontanamento di quel ragazzo dalla figlia, non era stato preso nessun provvedimento.

14set/170

Accadde oggi: pubblicata l’enciclica “Fides et Ratio”

14 settembre copia

Per capire la portata di quanto sostenuto nell’enciclica (le cui 52 pagine sono consultabili su Wikipedia) suggeriamo la lettura del libro “Scambiarsi la veste – Stato e Chiesa al governo dell’uomo” di Gustavo Zagrebelsky, dal quale riportiamo pochi brani tratti dal cap. 11 “La coincidenza di ragione e verità cristiano-cattolica”.

Certo, il rapporto tra fede e ragione di cui parla l’enciclica, non tiene molto in considerazione il metodo scientifico, attraverso il quale la possibilità di confutare una tesi, sottometterla a giudizio comune e quindi decidere se essa è giusta o sbagliata è passata appunto, dopo il medioevo, dalla fides, accettazione di un ordine divino, alla ratio, capacità della mente umana di indagare i principi ultimi della realtà.
(Guarda il filmato-intervista al filosofo Bertrand Russel del 1959)

14set/170

L’Europa non deve limitare la liberta’ di movimento

Articolo di Vladimiro Zagrebelsky (Stampa 14.9.17)

“”Il Regno Unito ha deciso con referendum di lasciare l’Unione europea, di cui è Stato membro fin dal 1973. La questione resta contrastata, non solo per il ridotto scarto di voti. Critiche al modo di gestire l’uscita sono rivolte al governo May dall’interno stesso del suo partito conservatore. La linea dei Laburisti è difficilmente identificabile. Le trattative con l’Unione non sembrano procedere utilmente. In questa situazione di stallo interviene ora l’ex-premier Blair, il quale rileva che motivo determinante del successo dei brexiters è stato il rifiuto dell’arrivo degli stranieri, siano essi provenienti da Paesi dell’Unione, siano invece di origine extra-comunitaria. Se questo è il motivo determinante per gli elettori favorevoli all’uscita, Blair e la sua fondazione propongono di rimuoverlo. Si tratterebbe di ottenere dall’Unione forti limitazioni alla libertà di circolazione, autorizzando il Regno Unito tra l’altro a condizionare l’arrivo di cittadini europei al possesso preventivo di un contratto di lavoro, a limitare il godimento di diritti sociali, a scegliere certe categorie di lavoratori necessari al Regno Unito, a indurre le Università britanniche ad applicare più elevati costi agli studenti europei e a introdurre una clausola per ammettere in situazioni eccezionali il blocco degli arrivi.

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