Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

20apr/170

Accadde oggi: Billie Holiday registra “Strange Fruit”

20 aprile

1939 – La piccola casa discografica indipendente Commodore Records, specializzata in musica jazz, registra la canzone Strange Fruit di Billie Holiday.
Il brano, la cui musica e il testo sono di Abel Meeropol, è una forte denuncia contro i linciaggi dei neri nel sud degli Stati Uniti e una delle prime espressioni del movimento per i diritti civili: l’espressione Strange Fruit è diventata un simbolo per “linciaggio”. Infatti, lo “strano frutto” di cui si parla nella canzone è il corpo di un nero che penzola da un albero. La potenza simbolica ed emotiva del testo deriva dal contrasto fra l’immagine evocata di un Sud rurale e tradizionale e la realtà brutale dei linciaggi e del razzismo.
(Se continui a leggere potrai vedere il testo e sentire la canzone nella versione originale di Billie Holiday e in quella successiva di Nina Simone)

20apr/170

Biotestamento, obiezione di coscienza sulla via della legge 194

Articolo di Eleonora Martini (manifesto 20.4.17) “Disposizioni anticipate di trattamento. Due emendamenti tolgono al paziente l’ultima parola sulle Dat. Si rompe l’asse Pd-M5S. Oggi il voto finale alla Camera, poi la parola passa al Senato”

“”Un passo avanti e uno indietro. Con due emendamenti alla legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento – che oggi dovrebbe arrivare al voto finale della Camera per poi proseguire l’iter al Senato – ieri la plenaria dei deputati ha corretto il testo introducendo due significativi principi: da un lato è stato stabilito il divieto di accanimento terapeutico e di conseguenza si è riconosciuto il diritto del paziente di abbandonare totalmente ogni terapia, ma dall’altro ai sanitari spetterà l’ultima parola sulla somministrazione della sedazione continua profonda per chi la richiede, ed è stata istituzionalizzata l’obiezione di coscienza da parte del medico, sul modello della legge 194. Una modifica, quest’ultima, sulla quale si è infranta la fragile alleanza tra Pd e M5S: i dem hanno votato «sì» insieme a Ap, Lega, Udc, Ds-Cd e FI, mentre i 5 Stelle si sono opposti insieme a SI e Mdp. Un’asse che ha permesso finora di superare gli scogli sui quali il «Testamento biologico» si era impantanato nelle scorse legislature, primo tra tutti la possibilità di rifiutare idratazione e nutrizione artificiali che per i pro-life di tutti i colori politici era la madre dei divieti, quello attorno al quale nel 2009 era stato imbastito il ddl Calabrò che avrebbe dovuto impedire al padre di Eluana Englaro di liberare sua figlia dallo stato vegetativo in cui versava da 17 anni. Con l’emendamento approvato, presentato dalla commissione Affari sociali, il comma 7 dell’articolo 1 («Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico assistenziali») è stato completato con la frase: «A fronte di tali richieste il medico non ha obblighi professionali».

20apr/170

L’esportazione del patrimonio artistico della nazione e le post verita’ del ministro Franceschini.

Blog di Tomaso Montanari (Repubblica articolo9 19.4.17) “Una risposta per punti ad una lettera del ministro Franceschini in merito al provvedimento sulle esportazioni delle opere d’arte dall’Italia che è prossimo ad essere discusso dal Senato”

“”Qualche giorno fa il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini ha risposto con una lettera al direttore ad un mio articolo su Repubblica.
Non ho avuto la possibilità di replicargli sul giornale. Lo faccio dunque ora: perché il provvedimento sulle esportazioni delle opere d’arte dall’Italia, che era l’oggetto del nostro scambio di vedute, è prossimo ad essere discusso dal Senato. E lo faccio con una certa larghezza: eccezionale per un post di un blog. Ma l’unico modo di replicare efficacemente al cumulo di post-verità (ora è di moda chiamarle così) su cui si basa la narrazione del ministro è smontarne gli ‘argomenti’ pezzo a pezzo.

1. Quali associazioni?
Franceschini afferma testualmente che il testo della norma in questione è “frutto del lavoro di Parlamento, Governo e associazioni”.
L’uso, furbescamente generico, della parola «associazioni» per indicare i soggetti portatori di interessi con i quali il Governo (cioè il ministro stesso) ed il Parlamento (cioè il senatore Andrea Marcucci, primo firmatario del testo dell’articolo in questione) hanno lavorato per mettere a punto il testo dell’articolo 68 del disegno di legge sulla concorrenza, potrebbe lasciar intendere, al lettore distratto, non informato o semplicemente in buona fede, che si tratti delle associazioni che si occupano della tutela del patrimonio storico ed artistico nazionale (come sarebbe naturale attendersi dal ministero che di tale tutela è tenuto ad occuparsi per mandato istituzionale).
E invece no: le associazioni di cui parla il ministro sono quelle professionali dei mercanti d’arte, delle case d’asta, dei trasportatori professionali di opere d’arte, dei legali che li affiancano: è questa la compagnia (riunita in una sorta di cartello, l’Apollo 2) con la quale il ministro ha discusso della modifica delle norme sull’esportazione di opere d’arte dall’Italia. E tutto ciò proprio nello stesso momento in cui gli uffici del ministero da lui diretto denunciavano l’ennesimo caso di esportazione irregolare e di vendita truffaldina, presso la sede di una grande casa d’aste, addirittura di un bene artistico di proprietà dello Stato.

20apr/170

Una norma micidiale: via la VIA

Articolo di Paolo Baldeschi (Eddyburg 20.4.17)

Il decreto legislativo 401, in corso di esame presso la 13ª Commissione “Territorio, ambiente e beni ambientali”, è non solo un colpo micidiale a territorio, ambiente, beni ambientali (e paesaggio), ma una prova generale dell’Italia che potrebbe venire dopo le elezioni politiche. Neanche Berlusconi aveva mai osato tanto, dal momento che limitava la procedura speciale della Valutazione di impatto ambientale alle sole opere dichiarate di interesse nazionale. Ora il Pd, asse portante del partito delle grandi opere, vuole estendere la procedura speciale di Via, quella della legge Obiettivo – condotta non sul progetto definitivo ma su quello preliminare (qui chiamato “progetto di fattibilità” con riferimento al Decreto legislativo 50/2016) – a tutti i progetti che “possono avere impatti ambientali negativi”, cioè a tutte le opere soggette a Via: la specialità diventa normalità. E se non bastasse, se anche il progetto di fattibilità si mostrasse troppo oneroso, il decreto offre la possibilità a proponenti e autorità competente di mettersi d’accordo sul grado di dettaglio da osservare nel progetto. L’audizione informale della 13ª Commissione ai rappresentanti di Confindustria, dell’Ispra e dell’Ordine degli ingegneri, che può essere ascoltata al link http://webtv.senato.it/4621?video_evento=3541, elimina ogni dubbio in proposito. Gli ingegneri si congratulano per lo schema di decreto e si limitano a difendere gli interessi professionali degli iscritti all’albo, questi come i soli titolati a entrare negli organi tecnici della Via. I rappresentanti dell’Ispra assumono una posizione più sfumata e trapela nel loro parere la considerazione che le procedure di Via degli ultimi venti anni, approvate mediamente con 40-50 prescrizioni, forse rivelano delle carenze nei progetti; ma comunque si dichiarano (contraddittoriamente) favorevoli al decreto. Le posizioni più rivelatrici sono, tuttavia, quelle dei rappresentanti di Confindustria.

19apr/170

Biotestamento, ok della Camera: “Il paziente puo’ abbandonare le terapie”. No a esonero delle cliniche cattoliche

Da Fatto Q. online 19.4.17 “Cancellato a larghissima maggioranza il passaggio che prescriveva il “non abbandono” terapeutico. Votazione finale forse domani, c’è da votare ancora un centinaio di emendamenti. Bocciato quello che prevedeva la possibilità per le cliniche private cattoliche di chiedere l’esonero dall’applicazione delle norme”

“”Il paziente avrà il diritto di abbandonare le terapie. Lo stabilisce l’emendamento della commissione al ddl Biotestamento che sopprime il sesto comma del primo articolo del testo. Il comma eliminato prescriveva che “il rifiuto del trattamento sanitario indicato dal medico o la rinuncia al medesimo non possono comportare l’abbandono terapeutico. Sono quindi sempre assicurati il coinvolgimento del medico di famiglia e l’erogazione delle cure palliative”. L’emendamento della commissione, firmato dal presidente Mario Marazziti, è passato a larghissima maggioranza: i voti a favore sono stati 360, 21 i contrari e due astenuti. L’Aula della Camera ha ripreso l’esame del disegno di legge per il quale mancano da votare circa cento emendamenti. Anche oggi, in fase di emissione dei pareri, il Governo si è “rimesso all’Aula”, dichiarandosi così neutrale rispetto all’esame del provvedimento da parte dell’Assemblea. Il testo potrebbe essere licenziato a Montecitorio domani per poi passare al Senato.

19apr/170

Tra oriente e occidente Aliya la ribelle allatta (online) e da’ scandalo nel Paese musulmano

Articolo di Fabrizio Dragosei (Corriere 19.4.17)

“”MOSCA Nel piccolo Paese incastonato tra Cina e altre tre Repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale, la pubblicazione di foto di una giovane donna incinta e poi nell’atto di allattare il suo neonato ha suscitato una vivacissima discussione su Internet. Soprattutto perché la ventenne che ha osato sfidare le tradizioni oscurantiste di buona parte della popolazione (circa sei milioni, per il 70% mussulmani) è la figlia del presidente. E perché non si è pentita o scusata per la sua iniziativa. Aliya Shagiyeva ha invece risposto per le rime ai suoi detrattori: «È la società che trasforma il seno in un oggetto di attrazione sessuale… La gente ha dimenticato tanto tempo fa il vero scopo del seno femminile». In ogni caso, forse su pressione del padre, la ventenne ha chiuso ieri i suoi profili Facebook e Instagram. Ha mantenuto solo quello sul social russo VKontakte dove però non posterà più nulla di personale. Lei stessa lo definisce un libro di riflessioni e disegni. Riflessioni sulla sua vita: «Mi sento solo una particella di polvere». Ma anche sulla politica: «Ci vuole coraggio a essere onesti. Questo suona paradossale, ma ahimè è molto attuale nella nostra società». L’ex Repubblica dell’Urss con una superficie che è due terzi di quella italiana, ha vissuto anni turbolenti dopo l’indipendenza, con una delle rivoluzioni «colorate» che tanto poco piacciono al presidente russo Vladimir Putin. Nel 2005 la «Rivolta dei Tulipani» vide la gente scendere in piazza nella capitale Bishkek e nelle altre città contro la corruzione della classe politica emersa dopo la nascita del Kirghizistan indipendente nel 1991. Poi venne la presidenza ad interim di Roza Otunbayeva, capo del Parlamento, una delle personalità politiche più influenti del periodo. L’attuale presidente Almazbek Atambayev ha dovuto fronteggiare l’instabilità cronica di alcune aree fomentata dall’estremismo islamico. È questo il caso della valle di Ferganà e della città di Osh dalla quale veniva l’attentatore che si è fatto saltare in aria nella metropolitana di San Pietroburgo due settimane fa.

19apr/170

Accadde oggi: l’Italia fascista e la difesa della razza

19 aprile

1937 – Il regime fascista emana il Regio Decreto n° 880 con cui si vieta il matrimonio e la convivenza (madamismo) degli italiani coi “sudditi delle colonie africane”.
E’ il primo di una serie di provvedimenti (Leggi razziali) che vengono varati fino alla fine degli anni trenta a tutela della razza. Queste leggi saranno tese a colpire soprattutto, ma non solo, le persone di religione ebraica e si fonderanno in primo luogo sui principi esplicitati nel “Manifesto della Razza” pubblicato nel primo numero della rivista “La Difesa della Razza“.
(In fondo un filmato con un discorso di Mussolini sulla difesa della razza)

19apr/170

Un prodotto chiamato donna, il corpo acefalo della pubblicita’

Articolo di Annamaria Arlotta (manifesto 19.4.17) “Questione di genere. Esplicita («montami a casa tua») o subdola (l’uso maschile e femminile dei tablet), lo spot made in Italy è inchiodato allo stereotipo»”

“”Quando si pensa alla pubblicità sessista vengono in mente donne in pose provocanti e doppi sensi squallidi. «Te la do gratis/ perché pagarla di più/ tu dove glielo metteresti/ montami a casa tua» e simili, ricorrenti slogan. O si immaginano pezzi di corpi femminili associati a prodotti, per esempio le bocce da bowling di una ditta di Messina, o dei grandi hamburger di un locale di ristorazione, sovrapposti ai seni. Sono casi abbastanza chiari, la volgarità è palese.Ma il sessismo può assumere forme eleganti, raffinate.
Mentre non usa porre oggetti davanti alla faccia o in testa a un uomo, alla donna si mette di tutto, dalle scarpe ai paralumi che le coprono il volto (Arredamenti Pezzini) dalle tazzine di caffè della Lavazza ai piatti della collezione dei supermercati Simply, o all’insalata della Fiera del gusto di Gorizia. O magari le si nasconde il volto con una papera di gomma. Spesso, anziché nasconderle il viso, lo si elimina proprio, e l’immagine pubblicitaria consiste di un corpo acefalo.
Un’altra forma di sessismo è la scelta del carattere della donna. Se non è sexy o dolce moglie e mammina, negli spot televisivi diventa emotiva, aggressiva, imprevedibile, infantile, o con un misto di queste caratteristiche, a cui viene aggiunta a volte la connotazione sessuale. Esempi. Canone Rai: uomo posato, donna infantile e isterica. Costa crociere: donna che sfrutta la sessualità per attirare l’attenzione dell’uomo e poi diventa violenta. Golia: bambina deficiente.
Diversi uomini trovano queste pubblicità offensive per loro. Sono d’accordo. Non si accorgono, tuttavia, che la donna, lungi dall’essere vincente, è rappresentata come mentalmente instabile. Non ci sono vincitori in questi spot, solo perdenti.

18apr/170

Accadde oggi: le elezioni politiche del 1948

18 aprile

1948 – Si tengono le prime elezioni italiane, dopo quelle svoltesi due anni prima per la costituzione dell’Assemblea Costituente. Il 1º gennaio era entrata in vigore la Costituzione Italiana.
L’esito delle elezioni premiò la Democrazia Cristiana, che raggiunse quasi la maggioranza assoluta dei voti, fermandosi al 48,5%. Subito dopo c’era il Fronte Democratico Popolare, che prese appena il 31%, seguito dall’Unità Socialista, contenente principalmente il PSDI di Saragat e altre forze di centrosinistra. Il governo, quindi, rimaneva, grazie all’alleanza con altre forze minori, saldamente nelle mani di De Gasperi, che poté formare il suo quinto governo, entrato in carica il 23 maggio 1948.
(In fondo un filmato sulle elezioni del 1948 curato da Indro Montanelli)

18apr/170

Gobetti, l’antifascista con la spada di fuoco

Articolo di Bruno Quaranta (Stampa 16.4.17)

“”Una scelta non casuale. Il ritratto di Gobetti, ideato da Felice Casorati, illustra il Carteggio 1923 del rivoluzionario liberale, che morirà neanche venticinquenne in esilio a Parigi. È, il 1923, l’epoca in cui Piero dà alle stampe la prima monografia critica del Maestro di Silvana Cenni. L’artista di «perfetta classicità» che rievocherà il confrère come «un angelo con la spada di fuoco, non per distruggere ma per segnare le cose». Sempre per la cura egregia di Ersilia Alessandrone Perona, ecco, dopo il Carteggio 1918-1922, sospeso fra l’esordio della rivista Energie Nove e la Marcia su Roma, un ulteriore profilo di Gobetti attraverso le lettere. In numero di cinquecentosettantanove (Einaudi, pp. XCV-661, €70). A colloquio con la prodigiosa anima, l’Italia di color che sanno: da Croce a Prezzolini a Monti, da Sapegno a Saba, da Ansaldo a Salvatorelli. Il 1923, così cruciale nella breve esistenza di Gobetti. Si sposa, è arrestato, fonda la casa editrice. Come scenario una Torino febbrile, post biennio rosso, il laboratorio della «città futura», secondo il lessico gramsciano, il crogiuolo di un’alleanza fra i ceti dirigenti incompromessi e l’aristocrazia operaia, secondo l’intellettuale liberale ridotto, «per disperazione dell’ambiente sordo» in cui viveva, «a fare all’amore con i comunisti dell’Ordine Nuovo», come osservò Luigi Einaudi.