Iniziativa Laica I laici tendono a difendersi, e' ora di attaccare !

22mag/170

In Svizzera passa il referendum, mai piu’ nuove centrali nucleari

Articolo di Claudio Del Frate (Corriere 22.5.17)

“”Non è semplicemente l’abbandono dell’energia nucleare ciò che gli elettori svizzeri hanno deciso con il referendum approvato ieri. Con il 58,2% dei consensi i cittadini hanno detto sì a un articolato piano del governo che li impegna entro il 2050 ad aumentare l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili ma anche — e qui sta la novità principale — a ridurre sensibilmente i consumi individuali con l’obiettivo di proteggere l’ambiente. Tutti i maggiori partiti elvetici si erano espressi per il sì, ad eccezione dell’Udc, il partito di destra, che nel Paese ha la maggioranza relativa e che era stato il promotore della consultazione. Giunge così a una svolta storica il cammino avviato da Berna l’indomani dell’incidente di Fukushima e che aveva convinto le istituzioni a dire addio all’atomo. Il piano validato dal voto popolare di ieri si articola in tre punti principali: lo spegnimento progressivo (per ciascuno si attenderà il termine del suo ciclo di vita)dei 5 reattori oggi attivi e che coprono un terzo del fabbisogno nazionale di elettricità; l’incentivo ad aumentare il ricorso a fonti «pulite» (si vuole evitare che il gap venga colmato facendo ricorso a un aumento dei consumi di petrolio e gas); l’impegno a tagliare i consumi individuali del 35% sulla base di quelli registrati nel 2000 anche attraverso forme di efficientamento degli impianti.

22mag/170

Accadde oggi: approvata la Legge 194 sull’aborto

22 maggio

1978 – Il Parlamento italiano approva la Legge n. 194 sull’Interruzione Volontaria della Gravidanza o Legge sull’aborto.
La 194 consente alla donna, nei casi previsti dalla legge, di poter ricorrere alla IVG in una struttura pubblica (ospedale o poliambulatorio convenzionato con la Regione di appartenenza), nei primi 90 giorni di gestazione; tra il quarto e quinto mese è possibile ricorrere alla IVG solo per motivi di natura terapeutica.
Questa legge sarà confermata dagli elettori nella consultazione referendaria del 17 maggio 1981 con la vittoria dei NO all’abrogazione con il 68% dei voti.
(In fondo un filmato su una manifestazione del 1976 per la legalizzazione dell’aborto)

22mag/170

Verso il Gay Pride: una settimana di eventi e incontri

Da Reggiosera.it 22.5.17 “Si discuterà dei temi Lgbti in relazione al mondo del lavoro, a disabilità e alle migrazioni. Previsti anche concerti, reading e aperitivi”

“”REGGIO EMILIA – Una nuova settimana di eventi in attesa del REmilia Pride, il primo gay pride mediopadano in programma a Reggio sabato 3 giugno, prende il via domani, lunedì 22 maggio. Dopo il partecipato pranzo in compagnia della senatrice Monica Cirinnà e del regista e sceneggiatore Ivan Cotroneo, domani nella Sala Rossa del Municipio di Reggio (piazza Prampolini 1), alle 18, si svolge l’incontro “L’accoglienza dell’immigrazione Lgbti”. L’iniziativa sarà l’occasione per fare il punto sulla difficilissima situazione dei richiedenti asilo omosessuali, transessuali o bisessuali in fuga da paesi in cui l’essere tali li pone a rischio di persecuzioni sociali, carcere (in 55 paesi) e pena di morte (in 7 paesi): nella sola Reggio si parla di circa un centinaio di persone. A fare il punto ci saranno tra gli altri il responsabile nazionale immigrazione di Arcigay Giorgio Dell’Amico e il presidente di Arcigay Gioconda Alberto Nicolini.

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22mag/170

Gli italiani bocciano con il portafoglio la classe dirigente

Articolo di Federico Fubini (Corriere 22.5.17)

Prima o dopo ogni elezione, ci sono sempre vari modi di leggere i giudizi degli italiani sulla loro classe politica. Il più immediato è attraverso i sondaggi, ma ce ne sono altri. Per esempio: quanto è facile per chi organizza le dirette tv trovare persone disposte a far parte del pubblico in studio gratis, se gli ospiti sono leader di partito. In certi momenti è molto, in altri no (e questo è un momento no). C’è poi un ulteriore modo di interpretare gli umori degli italiani verso i politici attraverso un canale meno visibile: la bilancia dei pagamenti che la Banca d’Italia pubblica tutti i mesi. L’ultimo bollettino è di venerdì e i numeri dicono che gli italiani non si fidano più dei politici. Credono loro sempre meno. Come si capisce? Investono sempre più in attività finanziarie e titoli esteri (conti correnti, fondi, obbligazioni, azioni) e sempre meno negli equivalenti italiani. In altri termini portano soldi all’estero, in un modo o in un altro. Gli italiani stanno votando con il portafoglio contro le prospettive che l’insieme della classe politica offre loro.

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21mag/170

La rivincita dell’umano

Articoli di Piero Colaprico, Marco Revelli, Luca Fazio, Daniele Fiori (Repubblica, manifesto, Fatto 21.5.17)  LEGGI DI SEGUITO

Articolo di Piero Colaprico (Repubblica 21.5.17) “La marcia dei cenomila” “«A Milano il popolo dell’accoglienza: “Ponti, non muri. ”In piazza anche il presidente del Senato Grasso: “È italiano chi nasce e studia qui” Berlusconi: “Così si delegittimano gli agenti del blitz alla stazione”»

“”Ma dov’è stata tutta questa gente che è uscita, verrebbe da dire, da chissà quali catacombe? Dov’erano per esempio sino a ieri, con le loro bandiere con il leone giallo in campo rosso, che ricordano quelle dei leghisti veneti, i giovani dello Sri Lanka? Hanno i costumi tradizionali, c’è chi balla e chi sfila con le divise della scuola, a decine mostrano alcuni cartelli vagamente surreali: «Visitate il nostro paese», con le foto del mare. Dai Bastioni di Porta Venezia è talmente tanta la gente, e a occhio uno su due è straniero, che il corteo parte mezz’ora prima, alle 14. All’inizio ci sono 50mila persone, alla fine dal palco si dice che erano centomila, in effetti, siccome i telefonini funzionano come radio militari, si sentivano messaggi di questo genere: «Dove sei esattamente?». E le risposte stupiscono: «Ancora in piazza Repubblica?, ma noi siamo in piazza del Cannone, al Castello, ma com’è possibile?».
Il sindaco Giuseppe Sala ci ha visto giusto, nel voler rilanciare, in una Milano dove crescono gli investimenti immobiliari e la popolazione universitaria, la marcia pro-migranti di Barcellona. Lo descrivono a volte come un gelido manager, ma non ha detto no alla mamma, Stefania: «Sono orgogliosa, gliel’ho chiesto io di venire, ho 86 anni, ma capisco — dice — quando bisogna scendere in piazza». E così, chi sognava il flop, il «meno di diecimila persone », chi pontificava, «Milano non ha bisogno di manifestazioni, tanto si sa che Milano tradizionalmente accoglie», è stato sconfitto. C’è una Milano che non si nasconde e, almeno in parte, sa che può crescere sia con i cinesi che sfilano dietro al dragone giallo e sia con gli africani che portano a spalle un canotto. Marciano a venti metri di distanza gli scout in divisa e i «Sentinelli», il gruppo che sfila in rappresentanza delle famiglie non tradizionali. Arabe con il velo e messicani con il sombrero, borchie e crocifissi, mani di Fatima e cornetti. Ballano i peruviani e le peruviane, con costumi teatrali, rigidamente separati, comandati gli uni da un uomo e le altre da una donna con un fischietto. Si capisce immediatamente che la giornata — vale la pena di sprecare un aggettivo retorico — può essere «epocale», nel senso che questo 20 maggio contrassegna un’epoca, la nostra, ed erano anni che non si vedevano così tante persone, bambini compresi, come quelli della scuola Palmieri, i più allegri con un gigantesco telo arcobaleno, alzare la voce. E manifestare per «un’Europa che accoglie», slogan che allineano le bulgare con i fiori tra i capelli e il ragazzo con la maglietta «Non sono straniero, sono stranero».

21mag/170

Accadde oggi: Lindbergh attraversa in volo l’Oceano Atlantico

21 maggio

1927 – Atterra a Parigi alle ore 22 Charles Lindbergh, a bordo del suo monoplano leggero: era decollato da New York 33 ore e 40 minuti prima. Ha compiuto la prima traversata aerea in solitario e senza scalo dell’ Oceano Atlantico.
Quella magica impresa, compiuta ancora agli albori dell’aviazione, lo consegnò direttamente alla leggenda e a prestigiosi riconoscimenti. Il presidente degli Stati Uniti Coolidge gli concesse la Distinguished Flying Cross e lo nominò colonnello della riserva dell’aviazione; il governo francese gli concesse invece la Legion d’Onore.
Nello stesso anno Lindbergh venne eletto dal Time «Man of the Year».
(In fondo potrai vedere un breve filmato della RAI sull’impresa e ascoltare la canzone “Lindbergh” di Ivano Fossati a lui dedicata)

21mag/170

“Intercettazioni, no ai divieti il compito del giornalismo e’ fare la guardia al potere”

Intervista a Gustavo Zagrebelsky di Liana Milella (Repubblica 21.5.17) «Intercettazioni, no ai divieti il compito del giornalismo è fare la guardia al potere. Il magistrato cerca le prove, la stampa pubblica le notizie anche quando sono sgradite».

“”«La stampa è, come si usa dire, il quarto potere. La separazione dei poteri porta con sé, come ha scritto Repubblica, la separazione dei doveri. E quindi il magistrato cerca le prove, il giornalista pubblica le notizie». Dice così Vladimiro Zagrebelsky, ex giudice della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo.

La telefonata tra i Renzi padre e figlio ha riaperto lo scontro sulle intercettazioni. Ritiene che andasse pubblicata?
«Credo che si debba fare un discorso sui principi. Il magistrato accerta reati, segue le regole del processo, e non si occupa d’altro. Il giornalista fa un mestiere completamente diverso, deve informare l’opinione pubblica su tutto ciò che è importante per la vita democratica. E per questo la Corte di Strasburgo definisce i giornalisti “cani da guardia della democrazia”. E i cani da guardia sono lì per mordere, qualche volta».

Arriviamo alla “separazione dei doveri”, il dovere del magistrato di indagare, quello del giornalista d’informare. Pensa che uno di noi debba cercare e pubblicare tutte le notizie che trova, no?
«Il giornalista deve pubblicare le notizie che sono di interesse pubblico, non quelle che soddisfano solo la curiosità del pubblico. La distinzione tra penalmente rilevante e penalmente irrilevante per il giornalista, mi si passi il gioco di parole, non ha nessuna rilevanza. La pretesa per cui sarebbero pubblicabili solo le notizie penalmente rilevanti è priva di senso. E non acquista senso ripetendola all’infinito».

20mag/170

Mini-sillabario antirazzista dieci parole per non tacere

Articolo di Paolo Rumiz (Repubblica 20.5.17) “«Il prontuario. Dal sarcasmo alla compassione ecco come zittire chi incita all’odio. Perché la prima guerra da combattere è contro il silenzio».

“”Come rispondere al razzismo aggressivo e manifesto senza mettersi sullo stesso piano di violenza verbale? Sono in tanti a tacere per questo timore, ma è un chiamarsi fuori che non paga. Il demoniaco sproloquio sul web dilaga anche perché sono forse troppo pochi quelli che hanno animo di rispondere pubblicamente, sul treno, per strada, al bar. La prima, vera guerra da combattere è contro il silenzio.

Brecht scrisse: «Non si dica mai che i tempi sono bui perché abbiamo taciuto». E i tempi furono bui per davvero.Non è la xenofobia il problema: ad essa va prestato attentamente ascolto. Essere inquieti di fronte all’Altro è un riflesso naturale e umano. Sbaglia chi non sa ascoltare questa paura. La classe politica ha il dovere di capire e gestire le tempeste identitarie generate dalla società globale per evitare che diventino odio, perché con quell’odio, poi, non si potrà più ragionare. È quanto accade sempre più spesso oggi.

20mag/170

Accadde oggi: approvato lo Statuto dei Lavoratori

20 maggio

1970 – Sette mesi dopo il famoso “autunno caldo” del 1969, che coinvolse oltre sette milioni di lavoratori impegnati nella rivendicazione dei propri diritti, il Parlamento vara la Legge n. 300 “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento“, meglio nota come Statuto dei Lavoratori
Il testo dello Statuto si divide in un titolo dedicato al rispetto della dignità del lavoratore, in due titoli dedicati alla libertà ed all’attività sindacali, in un titolo sul collocamento ed in uno sulle disposizioni transitorie. (In fondo potrai vedere un video recente della CGIL in occasione del quarantennale dello Statuto dei Lavoratori)

19mag/170

Le tante versioni della laicita’

Articolo di Nadia Urbinati (Repubblica 19.5.17)

“”La decisione della Corte di Cassazione sull’obbligo degli stranieri di conformarsi ai nostri valori non è uno specchio di chiarezza. Non soltanto per l’oggetto della sentenza — che pertiene alla restrizione di un diritto fondamentale — ma per il linguaggio usato nella motivazione; un linguaggio che sovrappone piani diversi invece di adottare l’arte della distinzione: “valori” e “diritti”, “valori” e “diritto” sono termini che designano realtà diverse e vi è da chiedersi per quale motivo i giudici abbiano deciso di fare appello, per esempio, a supposti “valori occidentali”, un’espressione a sua volta etnocentrica e ben poco universalista.
Come sappiamo, la decisione è relativa al caso di un cittadino indiano che è stato fermato perché portava con sé il kirpan, il pugnale sacro dei Sikh, con l’imputazione di portare un’arma senza avere il porto d’armi. La persona fermata si è appellata alla libertà religiosa e all’articolo 19 della nostra Costituzione — il kirpan non è un “oggetto” ma “uno dei simboli della religione monoteista Sikh”. La decisione della Corte sostiene che lo Stato italiano, pur riconoscendo il principio di eguaglianza e della libertá di culto, non riconosce il kirpan come simbolo religioso ma solo e semplicemente come un’arma; pertanto la persona che lo porta con sé deve conformarsi alle norme sulla sicurezza che vigono sul territorio nazionale. La dimensione della lama non lo rende accettabile come un coltellino da boyscout.
Non è la prima volta che la religione Sikh e la legge italiana collidono. Questa religione, fondata nel quindicesimo secolo e soggetta a molte persecuzioni, impone ai fedeli alcuni obblighi nel comportamento e nell’aspetto fisico: per esempio, i maschi non devono tagliarsi i capelli a partire dalla loro maggiore età e devono coprirli con un turbante; devono portare il pettine in segno di pulizia, pantaloni di foggia particolare in segno di castità, e oltre al bracciale d’acciaio anche il pugnale (con una lama fino a ventidue centimentri) alla cintola. Ciascuno di questi “oggetti” è un elemento essenziale per l’identità e la pratica religiosa.